robert kennedy

•aprile 3, 2008 • Lascia un commento

18%20robert%20kennedy.jpgRiporto una frase di Robert Kennedy.

 La strada è piena di pericoli…Il promo è quello dell’inutilità; credere che non ci sia nulla che un uomo o una donna possano fare contro l’immensa schiera dai mali del mondo…Eppure ogni volta che un uomo si batte per un ideale, o si dà da fare per migliorare la sorte degli altri, o lotta contro l’ingiustizia, genera una minuscola onda di speranza, e quaste onde, provenienti da un milione di centri d’energia e di coraggio diversi, creano, incontrandosi, una corrente capace di abbattere le più possenti mura dell’oppressione e della resistenza.

Robert Kennedy 

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recessione

•marzo 17, 2008 • 1 commento

dollaro.jpgIl prezzo del petrolio cresce giornalmente così come quello delle altre materie prime. Parallelamente dagli Stati Uniti soffiano venti di recessione. La crescita del prezzo del brent era stata prevista e la crisi economica,intravista nei mesi passati, si sta dimostrando molto più che uno scenario. Come in tutti i momenti di crisi economica gli investitori concentrano i loro investimenti sulle materie prime. Tutto ciò, legato alle forti speculazioni finanziarie, porta all’aumento del prezzo delle materie prime e di conseguenza all’aumento di tutti i prezzi, benzina ed energia in primis. La crisi dei mutui americani di questa estate ha sicuramente dato una forte spinta alla crisi. Proprio sabato notte la Fed ha deciso di tagliare i tassi di interesse e questo dimostra quanto la recessione sia temuta negli Stati Uniti. Questa situazione consegnerà al prossimo presidente USA un pesante fardello. I prossimi mesi saranno importanti per monitorare le mosse sui mercati finanziari e le scelte politiche. Anche in Italia.

la pioggia nel pineto (Gabriele D’Annunzio)

•marzo 13, 2008 • Lascia un commento
La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancora trema, si spegne,
risorge, treme, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontane,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione

declino culturale

•marzo 11, 2008 • Lascia un commento

Viviamo tempi incerti, socialmente e culturalmente poveri. Viviamo nella casa del Grande Fratello e ci corteggiamo a Uomini e donne..Riporto, di seguito, ciò che ho scritto in un altro blog in occasione dello scorso Halloween.

Halloween, Leonardo e la globalizzazione

L’anno scorso il giornalista americano Thomas Friedman ha pubblicato la versione aggiornata ed ampliata del suo libro ” Il mondo è piatto”. Nel volume Friedman analizza tutti i fenomeni globali e della globalizzazione che hanno portato il mondo ad essere piatto. La caduta del muro di Berlino, la nascita di Internet, la diffusione di sistemi standardizzati di work flow, i blogs, Wikipedia ed altri fattori hanno reso il mondo globalizzato ed annullato le distanza tra i continenti e le persone. Il mondo è diventato extra small nel bene e nel male. Il processo di globalizzazione, le nuove tecnologie e l’outsourcing hanno permesso ad alcuni Paesi come l’India di avere uno sviluppo impensabile sino a pochi anni fa. Paesi come quello indiano hanno saputo sfruttare le possibilità che il mondo piatto porge sul piatto di chi le sa cogliere. Che il mondo sia piatto lo constatiamo giornalemente. E’ brutto,invece, constatare che alcune società si stanno culturalmente appiattendo…A mio avviso anche l’Italia soffe di questa patologia. Proprio ieri le strade ed i locali delle nostre città sono state invase da gente in costume che festeggiava Halloween una ricorrenza assolutamente lontana ed aliena alla nostra cultura ed alle nostre tradizioni. Il nostro Paese ha dato i natali a Leonardo, Michelangelo, Machiavelli, Dante, Pasolini, Fellini e chi più ne ha più ne metta. Le loro opere, tuttavia, sembrano diventati mausolei della memeoria che sottolineano il vuoto dei nostri tempi. I loro quadri, le loro sculture, i loro scritti, i loro film hanno rappresentato per secoli esempi per generazioni di persone.  Oggi la globalizzazione porta con se anche una omologazione culturale che tende ad annullare la ricchezza rappresentata dalle differenze e dalle tradizioni culturali. Probabilemte la colpa non è nel processo di globalizzazione ma in chi non ha lo spessore culturale, il coraggio e l’intelligenza di difendere le proprie tradizioni e la propria cultura. Leonardo, Michelangelo, Machiavelli, Dante, Pasolini, Fellini furono persone che ebbero il coraggio, con le loro opere, di sfidare la quotidianità e di proporre alternative alla visione comune dell’arte, del pensiero e del mondo. Furono gli alfieri, in epoche diverse, di una conquista culturale del mondo e delle sue sensibilità. Una pacifica conquista del mondo, una conquista dell’animo, del pensiero, del gusto artistico. Da conquistatori a conquistati. Le zucche ed i costumi di Halloween invadono le nostre strade echeggianti di un pauroso silenzio culturale che emette un rumore così assordante da risultare sinistro. La classe politica, imprenditoriale, i magistrati, tutti noi siamo figli di una società culturalmente muta che però ascolta. Ascolta gli altri ma non sa più ascoltare se stessa. Se in Italia riusciremo a svegliarci da questo torpore culturale e a riscoprire le qualità oramai diluite nel mare della banalità probabilmente non occorrerà nessun vaffaday per scuotere le coscienze. In questo modo sarà possibile prendere ciò che c’è di buono nella globalizzazione ed in questo mondo piatto.

 

scenari

•marzo 10, 2008 • Lascia un commento

cassola_scenari1_5.jpgRiporto un pensiero dello scienziato Umberto Colombo:

Uno scenario non è una previsione: è una rappresentazione di un futuro possibile. Ci aiuta a ragionare, a immaginare, a porci per tempo i problemi. Quello che accadrà, dopo tutto, dipende in buona parte da noi.

straccia che ti passa!

•marzo 10, 2008 • Lascia un commento

ope_039.jpgBerlusconi strappa il programma del PD. Il gesto non mi turba più di tanto. Conosciamo, oramai, il personaggio; al Cavaliere di tanto in tanto piace forzare la mano. Ricordate il 2006 :”Chi vota a sinistra è un coglione”. Per par condicio verso sè stesso,tuttavia, Berlusconi avrebbe dovuto strappare il suo programma del 2001, quello che è riuscito a realizzare solo per l’ 85% a causa di alcuni alleati ( Casini). Per coerenza, il Cavaliere avrebbe dovuto stracciare pure quello, magari il 15% di programma che non ha realizzato….!!! Verba volant, scripta manent…??

de mita

•marzo 6, 2008 • Lascia un commento

poltrona.jpgHo appreso oggi dagli organi di informazione che l’ Onorevole Ciriaco De Mita sarà, alle prossime elezioni, candidato nelle liste dell’UDC. L’ On De Mita sino a qualche settimana fà faceva parte del Partito Democratico essendo stato esponente della Margherita. Nelle ultime settimane, sentitosi offeso per la mancata ricandidatura dopo 44 anni di vita parlamentare, l’On De Mita ha lasciato il PD. Da una persona intelligente come l’ex segretario della DC non mi sarei mai aspettato una cosa del genere….Avrei potuto capire se l’On De Mita avesse lasciato il PD per divergenze politiche ma sarebbe stato comprensibile ed insospettabile se lo avesse fatto tempo fà. Invece l’abbandono avviene prima delle elezioni e per il semplice fatto di non essere candidato. Complimenti ! Per quanto mi riguarda ritengo che l’impegno politico vada al di là del fatto di essere eletto in una assemblea parlamentare o regionale. Fa politica chi è impegnato in un partito, chi si occupa di volontariato, chi è impegnato nella società civile. Ci sono altri,invece, che legano l’impegno politico alla poltrona. Ma questo,consentitemi, non è impegno politico è soltanto occupazione del potere ! Capisco,comunque, l’On De Mita che dopo 44 anni di militanza parlamentare,forse, avrebbe trovato scomodo, accomodarsi in poltrone diverse da quelle del Parlamento…E, comunque, viva la coerenza!!!